2.1.0 Misura Centri Storici

 

2.1.4 Intervento Musei, pinacoteche

 

a) Istituzione

a1) Transavanguardia

a2) Diocesano

b) Potenziamenti

b1) Civiltà contadina

 

PROPONENTI

 

Comune di Benevento

 

Comune di Paduli

 

Comune di

Montefalcone Valfortore

 

 

Indice

 

 

 

 

 

 

Scheda musei, pinacoteche

      

      

       

Gli intyerventi della misura 2.1.4 fanno riferimento al potenziamento del museo sulla civiltà contadina di Montefalcone Val Fortore e alla riqualificazione del museo diocesano del Duomo di Benevento.

All’inetrno di questi musei si conservano importanti reperti storici. In particolare nel museo diocesano sono conservati tesori liturgici e musicali dell’Italia meridionale nella caratteristica scrittura “beneventana”, essendo stata Benevento la capitale di una vasta area nella quale questa scrittura fiorì. Alcuni codici della bibliotecxa sono i soli testimoni di un rito liturgico arcaico di ascendenza latina e di un reperorio musicale diffuso nel Mezzogiorno in epoca longobarda prima dell’affermazione del Canto Gregoriano. La centralità beneventana viene espressa anche nella famosa porta di bronzo (fine del XII secolo), le cui formelle contengono un importante ciclo cristologico e raffigurano l’Arcivescovo di Benevento con ventiquattro vescovi suffraganei: una dimostrazione indiscutibile della autorità spirituale e temporale della cattedrale beneventana.

La cripta, attrribuita al secolo VIII, sembrerebbe, secondo alcuni studi, databile al secolo V / Vi. Essa potrebbe essere una cappella dedicata al culto di S. Gennaro e S. Barbato.

Le pareti interne sono affrescate da antichi dipinti che riproducono l’episodio del Vescovo Pietro Sagacissimo che difende la città dall’assedio del bizantino Sinbaticio.

Il patrimonio è sostanzialmente diviso in sei parto ognuna corrispondente ad una diversa istituzione interna:

1. Manufatti di valore storico – artistico e documenti di cultira materiale per lo più provenienti dalla distrutta cattedrale o dal suo tesoro che sono di pertinenza del museo diocesano;

2. Raccolte di antichi e preziosi codici medievali conservati nella biblioteca capitolare;

3. Volumi e manoscritti della biblioteca Pacca, una delle prime biblioteche pubbliche italiane;

4. Documenti vari provenienti dal distretto arcidiocesano;

5. Biblioteca del Seminario Pio XI;

6. Archivi parrochhiali e dotazione di opere d’arte.

La struttura museale, attualmente ridotta all’essenziale, dovrà essere ospitata in spazi nettamente più ampi per poter esprimere tutte le sue potenzialità. Sarà necessario disporre di una superficie di 1.000 mq ed una complessa articolazione degli ambienti.

Sarà necessario dotare il museo di sale espositive, servizi vari, tra i quali depositi selettivi, di un laboratorio di amnutenzione e di spazi per l’allestimento di mostre.  Tutto ciò è possibile attraverso un progetto dell’Arcidiocesi di Benevento che prevede, per i lavori di adeguamento funzionale all’inetrno del Duomo di Benevento, una spesa di lire 1.500.000.000.

Nel Comune di Paduli si propone un intervento di notevole valenza culturale legato alle arti figurative e musicali attraverso la realizzazione di un centro d’arte e cultura che sia esso stesso “opera d’arte”. La peculiarità, per la realizzazione dell’opera in Paduli, è data dalla circostanza di aver dato i natali al grande maestro Mimmo Paladino, espressione alta e significativa della Transavanguardia.  La preziosa collaborazione dell’artista, che ha già donato al patrimonio culturale sannita importanti testimonianze della sua opera, tra le quali quella di maggior rilievo è certamente l’ “Hortus Conclusus” di benevento, consentirebbe di realizzare un percorso culturale di elevato spessore artistico nel settore dell’arte moderna.  L’obiettivo che ci si propone di conseguire con tali interventi è quello di integrare l’offerta museale territoriale (beni storici, monumentali, artistici ed archeologici) con i musei di arte moderna (Transavanguardia), arte religiosa (museo diocesano) e folklore (civiltà contadina).

  

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