Programma Calidone

  

  

  Misura Industria ed

    Artigianato  

  

 Misura Agricoltura

  

   Misura Turismo  

  

Misura Servizi

 

 

 

 

 

 

Sottoprogramma Economia

      

      

           

Il sottoprogramma economia mira a potenziare lo sviluppo delle attività agricole,  industriali/artigianali e del terziario (in particolare,  del turismo). Si sviluppa in quattro misure: 1.1.0 Industria ed artigianato,  1.2.0 Agricoltura,  1.3.0 Turismo ed 1.4.0 Servizi,  misure che a loro volta si articolano in interventi.

Tutti gli interventi e relativi progetti compresi nel sottoprogramma economia,  pur essendo tra di loro diversi,  sono comunque inseriti all’interno di un unico sistema di sviluppo secondo il principio della sussidiarietà e della corresponsabilità. Da una visione sinottica,  infatti,  emerge come tali interventi siano tra di loro correlati ed integrati,  mediante l’implementazione di una unica visione strategica e sistemica,  ed il sottoprogramma relativo non si configura come la sommatoria di singole attività,  ma come un unico intervento,  anche se di tipo complesso.

L’azione integrata degli interventi pubblico/privato,  di formazione,  di ricerca e dei collegamenti in rete materiali ed immateriali,  evidenzia un sistema chiuso che trae origine dall’ambiente (energia) e si sviluppa attraverso il reperimento delle materie (stoccaggio/trasporto),  la trasformazione,  la formazione,  per chiudersi nello smaltimento dei rifiuti. (vedi fig. 1)

  

   

Tale processo non esclude la possibilità,  con ulteriori sviluppi,  di autoalimentarsi.

   

 

1.1.0 Misura industria ed artigianato

Questa misura comprende interventi a favore di iniziative imprenditoriali appartenenti al settore industriale e artigianale,  e si concretizza da un lato nella creazione di nuovi insediamenti industriali,  o nella riqualificazione di quelli esistenti,  e dall’altro in interventi di più ampio respiro,  non destinati alla singola realtà imprenditoriale,  ma capaci di generare beneficio per tutte le iniziative presenti sul territorio.

Di particolare importanza è il fatto che tutte le iniziative industriali ricadono all’interno di aree PIP,  e che la stragrande maggioranza degli interventi si integra con il Patto Territoriale di Benevento o con il distretto industriale del tessile di San Marco dei Cavoti.  Si tratta,  quindi,  di una prospettiva di sviluppo industriale condotto sempre nell’ambito di una visione generale di sviluppo sostenibile e di rispetto dell’ambiente.

Infatti,  le nuove iniziative imprenditoriali sono tutte a ridotto impatto ambientale,  sia per localizzazione (aree PIP,  appunto),  sia per tipo di produzione,  sia,  infine,  per tecnologie produttive e di processo impiegate.

Inoltre,  le azioni di adeguamento delle iniziative produttive già esistenti hanno come scopo primario non solo il miglioramento della competitività delle aziende interessate,  ma anche e soprattutto la riduzione dell’impatto ambientale,  la migliore salvaguardia delle condizioni igienico-sanitarie dei lavoratori impiegati,  la delocalizzazione degli opifici industriali dal centro abitato e lo spostamento di tali produzioni in aree specificamente attrezzate e concepite.

La Misura Industria e Artigianato si compone di due interventi: 1.1.1 nuovi insediamenti e 1.1.2 adeguamento insediamenti esistenti.  Con l’intervento 1.1.1 si propone l’insediamento di nuovi impianti produttivi nella filiera del tessile da localizzarsi nei Comuni ricadenti nel distretto industriale del tessile di San Marco dei Cavoti (area comprendente i Comuni di Castelfranco in M.,  Fragneto l’Abate,  Ginestra degli S.,  Montefalcone di V.,  Pago Veiano,  Fragneto M., Castelvenere in V.,  Foiano di V.,  Baselice,  S. Giorgio la M.,  Molinara,  S. Bartolomeo in G.,  Pietrelcina,  Reino,  Pesco Sannita e San Marco dei Cavoti) e nella filiera dell’agro-alimentare e del metalmeccanico nei Comuni ricadenti nell’area del Patto Territoriale di Benevento (Comuni di Benevento e di Montesarchio).  Con l’intervento 1.1.2 si propone l’adeguamento ai sistemi di sicurezza,  di inquinamento,  di innovazione tecnologica dei processi di lavorazione degli insediamenti preesistenti e ricadenti in tutto il Comprensorio.

Nel dettaglio delle iniziative si rinvia alle allegate schede di intervento.

   

 

1.2.0 Misura Agricoltura

Questa misura prevede un solo settore di intervento,  peraltro collegabile al Turismo,  essendo in corso di redazione,  da parte dell’Amministrazione Provinciale di Benevento,  un patto territoriale tematico sull’agricoltura,  e quindi uno specifico strumento di attuazione programmatica attraverso apposita concertazione.  Pertanto,  si è inteso sostenere,  attraverso questo programma,  le iniziative volte a favorire l’agriturismo in particolare misura nelle aree ricadenti nel parco regionale del massiccio del Taburno-Camposauro,  lungo il percorso del Regio Tratturo Pescasseroli –

Candela e nel circondario di Benevento.

Negli ultimi anni,  pur essendo state aperte nel Comprensorio oltre 30 nuove aziende agrituristiche non viene soddisfatta la crescente domanda di turismo ecologico ed ambientale. In particolare,  la zona del parco regionale del massiccio del Taburno-Camposauro registra una presenza giornaliera di turisti provenienti in massima parte dalle zone congestionate della Regione (Napoli-Salerno-Caserta); l’hinterland di Benevento è interessato dalla presenza giornaliera,  legata alla vicinanza del luogo natio del Beato Padre Pio da Pietrelcina,  di numerosi pellegrini; sul Regio Tratturo,  infine,  è stata verificata la presenza di numerosi escursionisti (turismo equestre e trekker).

Tutte le iniziative a sostegno di questa misura sono disciplinate dalla legge regionale 28.08.1984 n. 41 e dalla legge 05.12.1985 n. 730.  Per una descrizione dettagliata delle iniziative si rinvia alle allegate schede di intervento.

   

 

1.3.0 Misura Turismo

E’ ormai ampiamente riconosciuto al turismo un ruolo di primo piano,  sia sotto il profilo quantitativo,  e cioè in termini di contributo al valore aggiunto ed all’occupazione,  sia sul piano qualitativo,  quale attività particolarmente dinamica ed orientata anche verso i mercati esteri.  Nel Mezzogiorno le potenzialità di risorse naturali ed umane,  ai fini della produzione e promozione turistica,  sono di eccezionale rilievo.  L’antropizzazione ha stratificato,  sulle varie parti del territorio,  testimonianze di civiltà e cultura che configurano un patrimonio di grandissimo interesse: dai grandi complessi archeologici delle civiltà greca,  italica e romana,  all’assetto urbanistico delle città e dei centri minori,  fino all’architettura romanica,  rinascimentale e barocca,  ed alle testimonianze della prima industrializzazione.  Malgrado,  però,  il consistente sviluppo del settore turistico,  accanto ad attività dinamiche e particolarmente evolute sotto il profilo organizzativo,  gestionale e tecnologico,  generalmente connesse al turismo marino,  con conseguenti sollecitazioni al patrimonio ambientale,  permane ancora la presenza di comparti in cui,  nelle sporadiche attività legate al turismo,  è prevalente la componente tradizionale,  con quel che ne consegue in termini di innovazione e competitività.

Si riscontra,  poi,  da un lato una elevata concentrazione di ricettività in alcuni ambiti territoriali,  caratterizzati prevalentemente dalla qualità delle risorse marine,  che comportano anche intensi fenomeni di congestione,  dall’altro lato la presenza di vistose sacche di arretratezza,  identificabili prevalentemente con l’entroterra,  dove,  accanto alla esigua valorizzazione del pur vasto patrimonio legato alle risorse storico-archeologiche,  architettoniche e naturalistiche,  permane una inadeguatezza promozionale e gestionale.  La Valle del Miscano “Valle Miscana un tempo Valle di Tesso” e la Valle del Calore,  Sabato,  risultano,  grazie alla loro particolare ricchezza idrica ed alla posizione geografica di incrocio delle vie naturali di transito tra il Tirreno ed il Tavoliere Pugliese,  già frequentate in epoca preistorica.

Fu proprio lungo tali percorsi che gruppi di popolazioni nomadi stanziarono,  dando vita a nuovi organismi,  dediti inizialmente alla caccia e successivamente all’allevamento ed alla produzione cerealicola.

La Valle del Miscano con le Valli del Calore e del Tammaro rappresentano geograficamente il più settentrionale dei passaggi lungo il quale erano impostate le vie di collegamento che solcavano questa parte di territorio della Campania interna in senso longitudinale e trasversale.

 

IL REGIO TRATTURO PESCASSEROLI-CANDELA

Il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela,  antica via militare romana,  poi “Via della Transumanza” destinata alle trasmigrazioni vernotiche e stanotiche degli armenti,  dopo aver attraversato le regioni di Abruzzo e Molise,  si inoltra nel territorio della Campania interna interessando le province di Benevento e di Avellino.  Superato il confine con il Molise,  il Regio Tratturo attraversa il fiume Tammaro nel territorio di Morcone,  risale verso Colle S. Martino nel Comune di Santa Croce del Sannio,  dove raggiunge la quota più elevata del tratto campano (854 metri s.l.m.),  quindi scende verso il fiume Tammarecchia,  nel comune di Circello e lambisce il centro urbano di Reino,  costeggia la riva Nord nel territorio di S.Giorgio la Molara e risale verso Nord per Buonalbergo,  e di lì,  attraverso Casalbore,  solca buona parte della Valle del Miscano.  Dopo il sito di Camporeale di Ariano,  il Regio Tratturo,  attraversa i comuni di Villanova del Battista e Zungoli,  portandosi sul Tavoliere pugliese,  a Candela.

La presenza di importanti ed antiche Dogane site tra Buonalbergo (BN) (Monte Chiodo e Tavernola),  Casalbore (AV) (Borgo Antico oggi Piazza C.Battisti) e Greci (Tre Fontane),  denota l’importanza storica di questa area interna,  incrocio naturale delle vie di comunicazione e di traffico.

Lungo il Regio Tratturo si riscontrano due posti doganali intermedi,  vicinissimi l’uno all’altro: la Dogana sita presso la Taverna di Monte Chiodo in agro di Buonalbergo e l’altra in Casalbore. Quest’ultima fu abolita con la proibizione fattane dalla R.C. nel 1570,  e nel 1794 restarono comunque aboliti,  per generosità reale,  tutti i passi del Regno,  al fine di favorire il libero commercio.  Una terza sede doganale era sita sempre nel tenimento di Buonalbergo,  ma a Sud,  alla confluenza del torrente S.Spirito con il fiume Miscano. Questa sede doganale dominava su un Tratturo molto importante proveniente dal beneventano (Valle del Calore).  Detto tratturo,  costeggiando il fiume Miscano,  risaliva verso Casalbore dove,  incrociando e percorrendo un breve tratto della Via Traiana,  si immetteva sul Regio Tratturo Pescasseroli Candela nei pressi del Riposo di S.Spirito.

Giovanni Battista Spinelli,  Signore della terra di Buonalbergo dal 1612,  fece incidere una lapide andata perduta (T.Vitale),  che venne posizionata forse a Montechiodo,  accanto a quella relativa al passo.  Presso la dogana di Tavernola,  si conservano due lapidi,  di cui una è lacunosa,  riferite al pagamento del passo,  e sono datate,  una al 1627 e l’altra al 1713.

 

AREE DI INTERESSE NATURALISTICO E PAESAGGISTICO IL BACINO DEL MISCANO

Il territori interessato dal programma coincide con parte del Bacino idrografico del fiume Miscano,  che ha un percorso complessivo di km. 26 e interessa tre provincie: Foggia,  Benevento e Avellino. Fatta eccezione per il territorio sorgentifero posto in comune di Faeto (provincia di Foggia; la Difesa: m.1060),  la maggior parte del bacino si sviluppa prima in provincia di Benevento (Castelfranco in Miscano:

Rio Codaglia; Ginestra degli Schiavoni: Torrente della Ginestra) interessando marginalmente anche i comuni di Montefalcone di Valfortore (a Sud) e di S.Giorgio la Molara (a Est),  dove corre rispettivamente la linea displuviale dei fiumi Fortore e Tammaro. Poi nella direzione del fiume verso Sud-Ovest,  il bacino idrografico si sposta pressocchè totalmente in provincia di Avellino,  riguardando tutto il comune di Casalbore (acque raccolte dal torrente della Ginestra,  oltre che dal Miscano),  gran parte di quello di Montecalvo Irpino e un cuneo settentrionale di Ariano Irpino (Torrente la Starza,  Torrente Cristina,  Canale Morto e Canale Cupido,  che segnano la displuviale con il fiume Cervaro tributario dell’Adriatico). A Ovest il bacino si allarga di nuovo nel beneventano nel comune di Buonalbergo,  che manda come tributari i valloni S.Spirito e delle Cesine; a Sud-Ovest interessa in piccolissima parte Apice per la confluenza del fiume nell’Ufita.

Nei pressi di Benevento si immette nel fiume Calore.  Il bacino idrografico,  i cui punti estremi possono rappresentarsi a Nord e a Est nella montagna della Difesa e a Sud e a Ovest nella confluenza del Miscano nell’Ufita,  è riportato sul foglio n.174 della carta topografica d’italia dell’I.G.M.

 

AREE DI INTERESSE NATURALISTICO E PAESAGGISTICOPARCO REGIONALE DEL TABURNO - CAMPOSAURO 

La Regione Campania,  ai sensi della legge regionale 01.09.1993 n.  33 e con la successiva deliberazione della Giunta del 12.02.1999 n.

62,  ha istituito il parco regionale del Taburno – Camposauro.  La zona di interesse,  delimitata dalla Regione Campania,  comprende i territori dei Comuni di Montesarchio,  Vitulano,  Campoli,  Cautano,  Tocco Caudio,  Torrecuso e Foglianise.

Nell’intera area sono presenti numerose attività legate con l’economia della montagna.

 

AREE DI INTERESSE RELIGIOSO

Il percorso della via traiana,  costituendo uno dei più facili collegamenti tra la Campania e le Puglie,  è stato in ogni epoca storica intensamente utilizzato. In particolar modo nel medioevo costituiva il passaggio obbligato dei pellegrini provenienti da Roma verso la grotta di San Michele al Gargano (Via Sacra Longobardorum) o l’imbarco per l’oriente,  così come testimoniato dalle numerose cappelle rurali,  ospedali,  monasteri,  santuari e romitaggi distribuiti lungo il percorso.

In particolare sono di notevole interesse il Duomo di Benevento,  La Chiesa di S. Sofia,  il Santuario di S. Maria della Macchia a Buonalbergo,  il Convento Francescano di Paduli,  la Cattedrale,  la Collegiata di S. Michele e,  in tempi recenti,  Pietrelcina per il culto connesso alla venerazione del Beato Padre Pio.

 

TRADIZIONE E FOLKLORE

Il territorio oggetto di studio annovera un ricco patrimonio di tradizioni legate alla civiltà contadina e ad antiche credenze medioevali e riminescenze del mondo pagano. Tra le figure fantastiche del mondo esoterico sono le Streghe di Benevento,  le Janare e folletti domestici quale il Mazzamariello e strane immagini del mondo dell’inconscio.  Ricco è il patrimonio di canti,  musica,  racconti,  poesia del mondo contadino e pastorale. Da queste realtà hanno tratto origine numerose iniziative di richiamo nazionale ed internazionale come la Rassegna della Città Spettacolo di Benevento,  la Sagra del Grano di Foglianise,  Il Presepe vivente di Pietrelcina,  Vin estate di Torrecuso,  i Riti Settennali di Guardia S,  Sannio Jazz di Paduli e luogo di nascita del maestro della trasavanguardia Mimmo Paladino,  le Mongolfiere di Fragneto Monforte,  Estate al Borgo di Apice ecc..  Gli interventi,  dunque,  che fanno riferimento alla misura Turismo si articolano in 1.3.1 Ambientale (parco regionale e regio tratturo),  1.3.2 Religioso (Pietrelcina,  Benevento,  Valle del Miscano) e 1.3.3 Costume (Benevento,  Foglianise,  Pietrelcina,  Fragneto Monforte,  Paduli,  Apice,  Torrecuso).

Tali interventi sono finalizzati all’accoglienza,  alla valorizzazione delle risorse ed alla realizzazione dei servizi di supporto. Il fine che si intende perseguire è di prolungare il tempo di permanenza dei turisti da un solo giorno ad almeno tre giorni.

Nel dettaglio delle iniziative si rinvia alle allegate schede di intervento.

Leggi di riferimento per la copertura finanziaria: L. 80/84,  L. 64/86,  L. 183/87,  L. 32/92,  L. 488/92,  L.R. 19/73,  L.R. 58/74,  L.R. 32/92,  L.R. 40/84,  L. 179/92,  L. 4/93.

   

 

1.4.0 Misura Servizi

Questa misura assume,  nell’ambito del sistema,  un ruolo strategico per il sostegno dello sviluppo economico dell’intero Comprensorio.  Pone lo snellimento delle procedure amministrative e burocratiche a base delle sue azioni e si propone,  tra i suoi obiettivi,  lo sviluppo della cultura d’impresa tra i giovani e di sostegno delle attività economiche.

Attraverso la realizzazione di uno Sportello unico delle attività produttive convenzionato tra le Pubbliche Amministrazioni,  le associazioni di categoria ed Enti fornitori di servizi a rete (intervento 1.4.1) si vuole assicurare un servizio efficiente con la riduzione dei tempi per il rilascio delle autorizzazione,  di network e di marketing territoriale per promuovere le aree industriali ricadenti nel Comprensorio (aree del patto territoriale e del distretto industriale).  Promuovere l’ingegneria finanziaria attraverso la costituzione di consorzi fidi con il sostegno del Fondo Europeo di Investimento per la costituzione del capitale di rischio. Ed ancora,  offrire agli operatori di settore qualificata consulenza nei settori del credito,  della sicurezza e della commercializzazione.

Con l’intervento 1.4.2 Formazione si vuole garantire la crescita culturale degli addetti di settore ed in particolare per nuove figure professionali,  occupabilità,  adeguamento delle competenze,  nuova imprenditorialità ed imprenditorialità giovanile. Questo intervento verrà sviluppato con l’Istituto G. Tagliacarne di Roma e dall’Unione degli Industriali di Benevento.

Con l’intervento 1.4.3 Innovazione si vuole implementare il sistema di garanzia della qualità ISO 9000 – 1 – 2 – 3 alle aziende che aderiscono al PRUSST ed a parti funzionali delle Amministrazioni Pubbliche promotrici al fine di sostenere la cultura della qualità.  Il GIS,  completa l’intervento.

L’intervento 1.4.4 Patto Territoriale di Benevento fa riferimento alla sottoscrizione dell’omonimo documento di programmazione negoziata approvato dal CIPE con delibera del 10.05.1995 così come modificata dalla delibera del 21.03.1997 . In tale documento,  oltre al finanziamento degli interventi industriali previsti e delle opere di urbanizzazione a cura dei Comuni interessati dagli interventi (Benevento e Montesarchio) per complessive lire 116.890.000.000,  ci si impegnava alla realizzazione del sistema trasporto/magazzini (interporto),  di centri per l’erogazione di servizi e di promozione,  alla costituzione dell’Ente fiera.

Con il programma Calidone si propone,  altresì,  la realizzazione di uno scalo merci presso la stazione ferroviaria di Paduli ed all’interno dell’area ASI di Ponte Valentino,  un centro di servizi e di promozione delle produzioni locali e dell’Ente fiera.

Infine,  con l’intervento 1.4.5 Reti immateriali si intende sviluppare la rete civica telematica che colleghi tutti gli operatori del territorio con la Pubblica Amministrazione.

Nel dettaglio delle iniziative si rinvia alle allegate schede di intervento.

    

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