Programma Calidone

 

Misura Centri storici  

  

Misura Aree urbane

  

Misura Servizi territoriali

 

 

 

 

 

Sottoprogramma Territorio

      

      

           

Questo sottoprogramma si articola in tre misure (2.1.0 Centri Storici, 2.2.0 Aree urbane e 2.3.0 Servizi territoriali) e vuole conseguire uno sviluppo urbano sostenibile al fine di migliorare l’ambiente e mantenere la vitalità economica dei centri ricadenti nel Comprensorio.

Lo studio di fattibilità dovrà esaminare l’influenza dell’accessibilità sul funzionamento del Comprensorio ed i connessi problemi dell’incremento del traffico, anche in prospettiva futura. Non potrà prescindersi dall’esame della problematica del traffico ai fini ambientali, sanitari e degli aspetti sociali. Lo studio si baserà sugli ultimi dati disponibili ed affronterà aspetti specifici del traffico quali la condizione del sistema, la sicurezza e la proporzione dello spazio pubblico urbano occupato dalle attività legate ai trasporti.  Il conseguimento di obiettivi ambientali, in materia di trasporti, presuppone un approccio integrato che combini la pianificazione dei trasporti, quella ambientale e quella dello spazio.  Gli interventi verso la sostenibilità in questo campo mirano soprattutto a ridurre il traffico e la congestione stradale, essenzialmente promuovendo un passaggio modale dalle autovetture private ai trasporti pubblici e, con meno frequenza, agli spostamenti in bicicletta ed a piedi.

Al fine di conseguire l’accessibilità urbana sostenibile occorre mettere a punto obiettivi ed indicatori di sostenibilità, stabilire tappe precise e controlli. La compatibilità tra accessibilità, sviluppo economico ed obiettivi ambientali quale fine ultimo della politica di trasporto urbano e comprensoriale.

Il raggiungimento di tali obiettivi dovrà avvenire conferendo la priorità ai trasporti pubblici rispetto alle autovetture private.  Lo spazio, dunque, dovrà essere pianificato in modo che i piani elaborati a livello comunale siano coerenti con i quadri di politica ambientale, paesaggistici, storico/monumentali di livello regionale e nazionale. Nel caso in cui questi quadri generali non trovino puntuale attuazione su tutto il territorio del Comprensorio i Comuni adotteranno soluzioni locali.

L’uso dello spazio dovrà essere regolamentato con forme di partecipazione democratica ricercando, nell’ambito della concertazione locale, alti livelli di condivisione.  I programmi di valenza territoriale dovranno favorire gli usi misti anziché la loro separazione sulla base di una zonizzazione rigida. I sistemi di pianificazione dello spazio, attualmente basati sulla suddivisione in zone, dovranno essere resi più flessibili.  La riqualificazione delle aree industriali dismesse, ricadenti in ambito urbano, dovrà trovare attuazione attraverso il riuso dei terreni senza che si abbiano ricadute negative nell’ambito dei quartieri. A tal fine i pesi urbanistici degli interventi dovranno trovare il loro punto di equilibrio tra dotazione di servizi pubblici, necessari alla collettività, e benefici per il privato. A tal fine gli interventi proposti dovranno essere suffragati da una puntuale analisi costi/benefici. Nel caso in cui la rigenerazione urbana delle aree industriali dismesse dovesse essere necessaria al raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, tale rigenerazione deve avvenire attraverso politiche di coesione sociale che garantiscano il ripristino dei legami ecologici ed il potenziamento e la conservazione dei valori ecologici come parte di un ecosistema integrato. Potrà addivenirsi ad accordi tra pubblico e privato di forme di perequazione anche attraverso il trasferimento dei diritti legali in altri siti ivi comprese le aree destinate, dal presente programma, a servizi territoriali.

La protezione del patrimonio culturale attraverso la preservazione dell’identità del paesaggio urbano dovrà essere da guida per ogni azione da proporsi nell’ambito dei centri storici.  All’interno di questi ambiti sarà necessaria una struttura economica equilibrata, basata su un programma di creazione di posti di lavoro e di diversificazione delle attività economiche in modo che il centro storico e la parte nuova della città consentano usi misti a completamento delle loro funzioni, così da proteggere e mantenere gli elementi esistenti in armonia con i valori architettonici o tradizionali. Pertanto saranno promosse le attività volte alla conservazione ambientale e del patrimonio culturale urbano in tutte le sue forme, nonché quelle iniziative volte alla ricerca di un’adeguata “corrispondenza” tra architettura e spazi tradizionali circostanti, tali da mantenere l’identità urbana sia nel tessuto urbano stesso che negli spazi aperti. Saranno evitate le concentrazioni di attività in quelle parti dei centri storici molto frequentati senza causarne un uso monofunzionale.

I servizi territoriali dovranno fungere da cerniera tra “conservazione” e “sviluppo”. In particolare, dovranno soddisfare i bisogni emergenti tanto da garantire lo sviluppo sostenibile attraverso l’uso mirato delle aree disponibili. Priorità verrà data a tutti i servizi funzionali alla mobilità, anche attraverso piani di programmazione sovracomunale, allo sviluppo della cultura ed alla sicurezza. Tra i servizi territoriali collegati alla mobilità rientrano gli interventi dell’aeroporto do III° livello, l’asse di collegamento ASI Paduli-S.Giorgio la Molara – S.  Bartolomeo in Galdo, il completamento delle fondo Valli Vitulanese ed Isclero. Questi interventi saranno oggetto di trattazione nella fase della fattibilità.  

 

 

2.1.0  Misura Centri storici

Questa misura, suddivisa in sei interventi (2.1.1 Edilizia pubblico/privata, 2.1.2 Infrastrutture, 2.1.3 Monumenti storici, 2.1.4 Musei, pinacoteche, ecc., 2.1.5 mobilità, 2.1.6 artigianato/commercio), tende a coniugare processi di sviluppo economico con iniziative volte al recupero, salvaguardia e messa in sicurezza del patrimonio storico, culturale, monumentale ed ambientale dei centri storici dei Comuni ricadenti nel Comprensorio.  Gli interventi dovranno sviluppare ipotesi di lavoro finalizzate al recupero ed al riuso del nucleo antico dei Comuni del Comprensorio mediante il concorso di risorse pubbliche e private e la concertazione tra soggetti diversi al fine di costruire un modello di città integrata, solidale e di economia evoluta. A tal fine è da evidenziare la proposta di sottoscrizione di un protocollo d’intesa e dal documento di accompagnamento denominato “Economia del recupero” da parte della Confederazione Nazionale dell’Artigianato di Benevento.  Il documento evidenzia le difficoltà di estendere la prassi del riuso edilizio individuandone le cause:

1. difficoltà di tipo tecnico, consistenti nell’aleatorietà delle previsioni di spesa inerenti il restauro e l’adattamento di edifici vetusti;

2. difficoltà di tipo culturale-figurativo in quanto il riuso implica una manomissione dei centri storici, della loro configurazione fisica e del loro assetto abitativo;

3. diffidenza nell’investimento da parte degli operatori privati che hanno indirizzato la loro capacità economica in interventi più convenienti sotto l’aspetto speculativo.

Nonostante queste difficoltà il riuso edilizio è divenuto un settore interessante per gli operatori economici anche se, fino ad oggi, all’interesse non sono seguiti investimenti adeguati.  I motivi di questa attenzione da parte degli operatori economici è dovuta alla evoluzione della normativa di settore che ha reso, almeno sul piano teorico, più vantaggioso il riuso ad altre forme di investimento (legge 457/78, 179/92, 493/93, ecc.).  Alle motivazioni di cui sopra se ne aggiungono altre non meno rilevanti:

la necessità di impedire l’espulsione dal centro storico dei ceti meno abbienti e delle attività produttive tradizionali eco compatibili;

approccio culturale più evoluto in rapporto agli interventi sul tessuto urbanistico dei centri storici;

insostenibilità di ogni politica di espansione urbana per costi sociali, ambientali ed economici.

Spetta, dunque, agli enti pubblici il compito di canalizzare risorse ed energie in programmi di ampio respiro che consentano di perseguire i seguenti obiettivi:

a) recupero fisico e strutturale del centro storico degradato;

b) valorizzare il patrimonio architettonico e monumentale esistente;

c) sostenere la politica sociale della casa;

d) incentivare le attività produttive eco compatibili in centro storico;

e) razionalizzare i servizi esistenti ed individuare i nuovi (università, strutture ricettive, ecc.);

f) sostenere una politica economica nel settore delle costruzioni che veda la piccola impresa al centro del sistema produttivo.  

Con l’intervento 2.1.1(edilizia pubblico/privata) si propone di sviluppare relativamente al patrimonio edilizio esistente azioni di:

• recupero;

• riqualificazione

• manutenzione.

Tali iniziative, a finanziamento misto pubblico-privato, avranno ad oggetto sia fabbricati di proprietà pubblica, sia di proprietà privata. In tale ottica il Comune pur assumendo un ruolo determinante di indirizzo e sostegno dovrà riconoscere che non esistono le condizioni economiche per una gestione diretta degli interventi. Da qui la necessità di coinvolgere più soggetti pubblici (Regione, Comune, IACP) e privati (proprietari, finanziatori, fruitori) che intervengano con propri capitali. Per favorire le attività di cui sopra i Comuni si sono impegnati, con il bando del 15.04.1999 (Confronto pubblico concorrenziale per la realizzazione di programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile), ad adottare le seguenti iniziative:

a) snellimento e semplificazione delle procedure amministrative per il rilascio delle autorizzazioni, concessioni, ecc.;

b) indizione di un bando concorsuale tra istituti di credito primari, per ottenere tassi di interesse più favorevoli sui mutui/prestiti nei settori del credito fondiario, edilizio, industriale, commerciale ed artigianale, finalizzati alla realizzazione degli interventi;

c) riduzione o soppressione dei diritti di Segreteria per il rilascio di concessione ed autorizzazioni;

d) esenzione dal pagamento della TOSAP per l’uso di aree pubbliche e per l’intero periodo di esecuzione dei lavori;

e) riduzione dell’imposta I.C.I. sugli immobili interessati da interventi di riqualificazione edilizia, urbanistica ed ambientale fino all’estinzione del mutuo/prestito;

f) finanziamento, fino ad un massimo di lire 1.000.000.000 da destinare agli incentivi per il recupero del patrimonio edilizio residenziale.

Di contro, i Comuni impegnano i privati proprietari ad una sistemazione degli edifici e ad affittarli ad un prezzo equo mantenendo in loco gli affittuari già presenti. Si tratta, quindi, di accordi tra la pubblica amministrazione ed i privati per il controllo fisico e sociale del territorio con valenza di tipo economico.  Alla base della strategia del recupero occorre sviluppare gli interventi di edilizia convenzionata/agevolata attraverso i meccanismi finanziari di settore.

Particolare attenzione è stata posta alla individuazione delle opere di livello superiore, rispetto all’intervento sul singolo fabbricato, cercando di coinvolgere i proprietari di tutti gli immobili inseriti all’interno di una via o zona del centro storico, al fine di evitare interventi “a macchia di leopardo”, incapaci di arrecare reali benefici al territorio in quanto parziali o incompleti. Al contrario, le azioni di recupero, riqualificazione e manutenzione dei centri storici inserite all’interno del Programma Calidone sono sviluppate in una ottica globale, di recupero e sviluppo sostenibile di intere porzioni di territorio.

Il recupero architettonico di parti importanti del centro storico, di alcuni dei comuni del comprensorio, avrà una serie di ricadute positive sull’intero sistema, vantaggi sintetizzabili in:

• miglioramento delle condizioni di vivibilità e di sicurezza di parti importanti del territorio dei comuni;

• recupero di numerosi metri quadrati di superficie abitabile, con conseguente disincentivo alla realizzazione di nuovi fabbricati;

• sviluppo del turismo e valorizzazione delle risorse storico-artistiche;

• incentivo notevole all’economia locale, a partire dalle imprese edili impegnate sui lavori di recupero, per poi interessare tutta la filiera edile, con conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.  

L’intervento 2.1.2 (Infrastrutture) mira alla riqualificazione ed al completamento delle reti infrastrutturali necessarie agli abitanti ed agli utenti del centro storico.

L’opera di recupero architettonico illustrata con riferimento all’intervento precedente sarebbe infatti sterile, se non affiancata alla messa a disposizione degli abitanti dei centri storici riqualificati dei servizi indispensabili. Il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie è infatti necessario, se si vuole che porzioni di territorio in parte abbandonate negli ultimi anni tornino ad essere abitate, creando occasioni di sviluppo turistico per l’intero comprensorio.  L’intervento 2.1.3 prevede azioni sui beni monumentali o comunque su edifici di interesse storico e culturale. Il restauro di tali monumenti e beni storici, oltre a costituire una importantissima operazione culturale, se vista in una ottica globale, costituisce un importantissimo volano di crescita economica, determinando un afflusso turistico superiore rispetto a quello attuale, e contribuendo quindi a far crescere in modo sostenibile il territorio interessato.  La riqualificazione dei centri storici, finalizzata da un lato al loro ripopolamento, dall’altro alla valorizzazione del loro potenziale turistico, si completa con l’intervento 2.1.4 (musei, pinacoteche, ecc.) riguardante la istituzione di nuovi centri di aggregazione culturale ed il potenziamento di quelli già esistenti. Tra le varie iniziative possibili, sono state individuate quelle maggiormente vantaggiose in termini di sviluppo culturale e turistico.

In particolare, la azione relativa alla creazione nel Comune di Paduli di una esposizione permanente di opere di transavanguardia si avvale della altissima consulenza e supervisione del maestro Mimmo Paladino, uno dei più alti esponenti di tale forma di espressione a livello internazionale. La creazione di un polo culturale e turistico a Paduli si completa con il progetto della costruzione di una sala auditorium, finalizzata tra l’altro ad accogliere la nota manifestazione Sannio Jazz, che già oggi attira numerosi spettatori da tutte le parti della Regione Campania e anche da alcune regioni limitrofe.  Si prevede inoltre la realizzazione del museo diocesano in Benevento ed il potenziamento del museo della civiltà contadina in Montefalcone Valfortore.

Assicurare nuove condizioni di mobilità – intervento 2.1.5 (mobilità) - nei centri storici consentirebbe di decongestionarli, liberarli dall’inquinamento dell’aria e acustico, recuperare spazi ed aree di pregio architettonico utilizzate attualmente come parcheggi di autovetture.

In particolare, attraverso l’intervento Mobilità ci si propone di creare all’interno dei centri storici piste ciclabili, incentivando l’uso della bicicletta quale mezzo di locomozione ecologico e compatibile con l’ambiente, e di incentivare i pedoni rispetto agli automobilisti.  All’interno delle azioni rivolte al decongestionamento dei centri storici, particolare riguardo rivestono naturalmente i progetti relativi al trasporto pubblico, attraverso il potenziamento delle linee esistenti, la creazione di terminal attrezzati e situati in punti strategici della viabilità cittadina. Naturalmente, l’abbandono del mezzo di trasporto privato e la sua sostituzione con il mezzo pubblico comporta anche interventi di tipo culturale, oltre che di tipo infrastrutturale, necessitando di una adeguata politica informativa volta alla diffusione della conoscenza relativamente ai mezzi di trasporto esistenti.  La creazione e lo sviluppo delle iniziative artigianali tipiche preesistenti nei centri storici è un intervento (2.1.6 artigianato) che assolve a una duplice funzione: da un lato rientra nell’ottica di sviluppo sostenibile, essendo le iniziative artigianali straordinariamente compatibili con il contesto dei centri storici, dall’altro lato il settore dell’artigianato costituisce una grande e ancora parzialmente inesplorata possibilità di sviluppo economico e occupazionale.

La riqualificazione delle botteghe artigiane esistenti nei centri storici assicura quindi uno sviluppo economico che si inquadra perfettamente all’interno del più vasto quadro di recupero dei centri storici.  

  

     

2.2.0 Misura Aree urbane

Questa misura mira soprattutto ad applicare il concetto di sostenibilità alle aree urbane. Il progetto non riguarda soltanto la città capoluogo, ma gli insediamenti urbani ricadenti nel Comprensorio, periferie e piccoli centri e tratta anche la sostenibilità dell’intero sistema urbano. I principi dello sviluppo sostenibile ed i meccanismi necessari per attuarlo sono validi a tutti i livelli della gerarchia degli insediamenti.  L’accento è comunque posto sulla città Capoluogo che ha una sua dimensione istituzionale ed ambientale ed è di impulso, agli enti locali minori, per realizzare la sostenibilità.

Con il programma si intende elaborare una serie di principi e strumenti ecologici, socioeconomici ed organizzativi per la gestione urbana, da applicare nelle diverse realtà urbane. Attraverso il programma verranno fissati gli obiettivi e l’impiego di una serie di meccanismi che consentano un approccio più strategico, integrato e di partecipazione della gestione dell’ambiente urbano. La maggiore integrazione economica dei Comuni minori con il Capoluogo, di quest’ultimo con il contesto Regionale e, via via, con quello nazionale ed europeo che, con tutta probabilità, influenzerà profondamente l’economia del Comprensorio Inoltre, appare sempre più chiaramente che le regole del mercato - come funziona ora - presenta per l’area del Comprensorio degli inconvenienti per la sostenibilità. In particolare, non è stata prestata una sufficiente attenzione all’impatto ambientale dovuta al maggiore movimento di persone e di merci ed agli effetti negativi per le economie locali e, più in generale, per le condizioni di vita locali.  Il successo o l’insuccesso del programma ad adeguarsi alla ristrutturazione economica ed al processo di sviluppo sostenibile dipende per molti aspetti dalle amministrazioni locali stesse e soprattutto da una leadership politica illuminata e da una gestione razionale. Probabilmente, la sostenibilità del programma sarà in un primo tempo caratterizzata da molti degli attributi organizzativi della città imprenditoriale per poi far emergere la qualità ambientale cercando sempre più di ridurre il consumo di risorse, di contenere i rifiuti e di tener conto dell’equità e del benessere sociale. Il Comprensorio sarà visto come luogo attraente per gli investimenti e gradevole per vivere e lavorare.

La Misura Aree Urbane (2.2.0) si suddivide in quattro interventi:

- 2.2.1 Mobilità (parcheggi e viabilità);

- 2.2.2 edilizia pubblico/privata (riqualificazione urbana e recupero aree industriali dismesse); - - 2.2.3 infrastrutture (riqualificazione e completamenti); 

- 2.2.4 tempo libero (impianti ludico/sportivi).

L’intervento relativo alla mobilità è necessario per affrontare i problemi ambientali (esaurimento, inquinamento, effetti nocivi) ed avvicinarsi allo sviluppo sostenibile, si devono elaborare strategie a diversi livelli e per più temi e tra questi la regolazione della gestione dei flussi o della catena per fattori quali il traffico e la mobilità.  Alla base di ciò occorre che i nuclei urbani e la città capoluogo si dotino di un numero di parcheggi idoneo a recepire la domanda ed adeguino la viabilità al fine da rendere sicura la circolazione pedonale e ciclabile. Adottare metodologie premianti atte a dissuadere l’uso delle automobili e dei ciclomotori quale mezzo di locomozione a tutto vantaggio del trasporto pubblico. I mezzi di trasporto pubblico dovranno essere efficienti e nel contempo salvaguardare l’ambiente adottando mezzi di propulsione eco compatibili (metano/elettrico) .  Collegare il centro urbano ed il centro di affari con l’esterno attraverso percorsi, aree di sosta e di smistamento opportunamente individuate e tali da garantire bassi costi di gestione dei trasporti a tutto vantaggio della tariffazione. L’obiettivo che si vuole conseguire, attraverso queste azioni, è che il cittadino possa essere invogliato ad utilizzare il mezzo pubblico di trasporto in luogo delle autovetture.  Con l’intervento edilizia pubblico/privata si intende operare nei quartieri, rioni, isolati urbani degradati e socialmente a rischio. Gli interventi di manutenzione straordinaria, di riqualificazione delle infrastrutture e della realizzazione dei servizi sono ritenuti primari. Gli interventi dovranno essere rivolti a riammagliare pezzi di città al tessuto urbano salvaguardando gli spazi liberi ed incrementando, per quanto possibile, il sistema dei parchi. Inoltre, gli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse ed il trasferimento delle attività produttive non compatibili nell’ambito urbano in aree opportunamente attrezzate (aree industriali) completano l’azione.  L’azione infrastrutture si specifica nella qualificazione delle reti esistenti e nel completamento di quelle avviate con altri programmi e non ultimate. Le opere ritenute primarie fanno capo alla gestione delle acque (potabili, usate e di sicurezza), all’adeguamento della viabilità alle norme del codice della strada, alla realizzazione di piste ciclabili, ai percorsi riservati ai pedoni ed alla eliminazione delle barriere architettoniche.  Le opere riconducibili all’azione sul tempo libero sono le attrezzature sportive e ricreative di tipo locale sia pubbliche che private. Le proposte, per quanto possibile, dovranno essere tali da soddisfare lo standard di previsione urbanistica.

Per la specificazione delle singole opere si rinvia alla scheda degli interventi.  

 

 

2.3.0    Misura Servizi territoriali

Conseguire una accessibilità urbana sostenibile è una tappa essenziale per migliorare in generale l’ambiente urbano e mantenere alta la vivibilità comprensoriale.

I problemi connessi all’incremento del traffico e le ricadute ambientali ad esso legati impone un approccio integrato che combini la pianificazione territoriale alle tematiche dei trasporti, dell’ambiente e dell’uso dello spazio.

Per raggiungere un’accessibilità comprensoriale sostenibile è necessario porsi obiettivi e stabilire indicatori di sostenibilità, nonché prevedere politiche intese a migliorare l’accessibilità e non soltanto la movimentazione.

La compatibilità tra accessibilità, sviluppo economico ed obiettivi ambientali è la risultante di una equilibrata politica territoriale.  Occorre, dunque, disporre di un sistema giusto di valutazione dei vari modi di trasporto che tenga conto dei vantaggi e dei costi, compresi gli impatti ambientali.

E’ essenziale mettere a punto misure volte a ridurre la necessità di spostamenti e, quanto questi risultino indispensabili, ridurre al minimo i tempi di spostamento.

L’investimento nei trasporti pubblici non risolverà i problemi se questi non saranno abbinati ad interventi volti a conferire priorità ai mezzi pubblici rispetto alle autovetture private. Occorre, pertanto, dotarsi si un sistema di trasporto comprensoriale multimodale integrato nel quale sia promossa la complementarietà e non la concorrenza.  E’ attraverso tale sistema che si ritiene di dover implementare l’azione politica dell’Autorità provinciale nell’elaborazione di un piano di assetto territoriale che consenta l’iterazione delle genti e delle merci in ambito provinciale, regionale e nazionale, consentendo l’integrazione verticale ed una maggiore coerenza tra politiche ed azioni, in maniera che le decisioni e gli interventi regionali e nazionali non pregiudichino lo sviluppo della sostenibilità a livello locale.  Nell’ambito dei servizi territoriali è collocato l’intervento per l’Università del Sannio con le azioni relative all’ampliamento delle strutture ed alla messa in sicurezza degli immobili esistenti.  Tali azioni verranno svolte in attuazione dell’accordo di programma sottoscritto da Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e gli Enti territoriali cointeressati alla costituzione dell’Università degli Studi del Sannio.

Completa, la presente misura, l’intervento a sostegno delle attività di protezione civile attraverso l’azione del monitoraggio.

      

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